The EJA Delegation to Auschwitz 2024

The EJA is thrilled to share that our delegation to Auschwitz has officially begun. Influential speakers on the alarming surge in antisemitism, community experiences, and enhanced security measures will lead insightful discussions. This gathering is significant as we come together to address this troubling trend.

Esteemed speakers and influential stakeholders will convene to explore these crucial issues.

NeverAgainIsNow NotInMyWatch

Additional Articles

EIPA - Interviews of 2 Returned hostages from Gaza

Yesterday, our colleagues at EIPA interviewed with two incredibly strong women who were previously held captive during the attacks on October 7th.

Nili Margalit, aged 41, was taken hostage by Hamas militants at her residence in Kibbutz Nir Oz during the aforementioned incident. This attack resulted in the loss and abduction of over a quarter of the kibbutz population. Margalit, who works as a nurse at Soroka Hospital, had been in contact with several friends on the morning of the assault. During the attack, she found refuge in her secure room along with her dog and communicated via text that the militants had been present for “several hours.” She recounted being confined to her secure area while hearing gunfire from outside.

Shani Goren, 29, was abducted by Hamas terrorists from her safe room in Kibbutz Nir Oz, frozen with fear in her bed, around 10:30 a.m. on October 7. Shani works in the kibbutz educational system as a counselor. She is someone greatly admired for her energy and sense of joy, described as the beating heart of her friends in the kibbutz, always ready to host everyone in her home.

“PER LA MEMORIA DELLA SHOAH NON SI FA ABBASTANZA”: LE PAROLE DI REGINA SUCHOWOLSKI-SLUSZNY

Poco prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, la comunità ebraica in Belgio era composta da circa 75 mila ebrei, divisi tra le città di Anversa e di Bruxelles. Circa il 45% della popolazione ebraica venne deportata e mandata principalmente ad Auschwitz, di questi, solo 1200 fecero ritorno. Un totale di 28.900 ebrei belgi furono uccisi tra il 1942 e il 1945.

Al contrario di altri paesi in Europa, il regime nazista si dovette scontrare con una forte resistenza popolare che impedì la completa applicazione delle politiche antisemite. Questo clima permise ad una complessa rete clandestina di nascondere più di 6mila bambini, dalla tenera età fino ai 15 anni, all’interno di famiglie non ebraiche sparse nel Belgio. Una di queste fu Regina Suchowolski-Sluszny, che ebbe la fortuna di riunirsi alla sua famiglia e di essere accudita da una famiglia che considera tuttora parte della sua.

Da decenni Regina, vicepresidente dell’Associazione dei bambini che furono nascosti in Belgio, nonché presidente del Forum delle organizzazioni ebraiche, si occupa di raccontare nelle scuole la sua storia e quella di suo marito George, che ebbe un’esperienza simile.

Nonostante abbia visitato centinaia di istituti e raccontato la storia a migliaia di ragazzi in tutto il Belgio, per lei raccontare ciò che le è accaduto durante la Shoah e gli orrori di quel periodo sono una missione di vita, che porterà avanti, come dice, “fino a quando il mio corpo glielo permetterà”. Regina ha parlato di fronte a politici e leader del mondo ebraico a Cracovia alla conferenza organizzata dalla European Jewish Association.

Proprio per l’occasione, Regina Suchowolski-Sluszny ha condiviso con Shalom vari temi, tra cui quello di quanta strada ci sia ancora da fare nell’educazione dei ragazzi riguardo la Shoah e nella lotta all’antisemitismo in Belgio.

“Non esiste una vera educazione in materia. Sanno che c’è stata una guerra, ma oltre a quello non sanno altro” ha tuonato la Presidente del Forum delle Organizzazioni Ebraiche parlando delle lacune del sistema educativo in Belgio.

“Qualche mese fa sono andata in una scuola ed ho chiesto alla maestra di cosa avesse parlato ai suoi studenti. – ci ha raccontato Regina –  Lei mi ha risposto che avevano parlato di quell’argomento per un pomeriggio.”

Il problema, secondo Suchowolski-Sluszny, proviene proprio dalla classe docente. “Nonostante sia obbligatorio parlare della Shoah nelle classi, gli insegnanti non sanno cosa sia la Shoah. – ha fatto notare –  Per questo parlare di Hitler e far vedere Schindler’s List ai propri alunni non potrà mai essere abbastanza.”

Dei tanti incontri fatti durante questi anni, due episodi hanno particolarmente colpito la sopravvissuta: il primo ha per protagonista una ragazza, che dopo aver sentito la testimonianza ha capito il vero valore delle cose; mentre il secondo riguarda un ragazzo le cui idee sugli ebrei e su Israele erano state fortemente influenzate dal padre, completamente cambiate dopo aver discusso con lei.

In entrambi i casi la testimonianza ha creato in loro un cortocircuito, “ciò che faccio è fargli porre determinate domande, poi capire ciò che è giusto o sbagliato è un processo che i ragazzi devono fare da soli.”

Mentre per quanto riguarda dell’antisemitismo, in linea con quanto detto dal Rabbino Menachem Margolin nel suo discorso di apertura alla conferenza di Cracovia, in Europa non si sta facendo abbastanza per contrastare il fenomeno.

Molto di quanto detto dai vari governi dei paesi membri dell’Unione Europea e dallo stesso governo belga, secondo lei sono “parole al vento”. Lo stesso fenomeno viene preso sottogamba dalle forze dell’ordine del suo paese, che il più delle volte ignorano le segnalazioni della comunità ebraica, al contrario di quanto avviene per esempio in Italia, lodando il lavoro svolto dal prefetto Lamberto Giannini, vincitore del King David Award dell’EJA.

Un’altra scottante problematica riguarda il BDS, aggiunge Regina Suchowolski-Sluszny, e l’esempio lampante è ciò che sta accadendo nelle università europee. “Succede ad Anversa, a Bruxelles, ovunque. BDS è libero di agire e nessuno fa qualcosa per fermarlo. – sostiene – Chi firma le loro campagne sono soprattutto gli accademici.” Un problema che bisogna risolvere il prima possibile se si vuole dare ai ragazzi una vita universitaria più tranquilla, secondo la Presidente del Forum delle organizzazioni ebraiche.

https://www.shalom.it/blog/orizzonte-europa-bc251/a-per-la-memoria-della-shoah-non-si-fa-abbastanzaa-le-parole-di-regina-suchowolski-sluszny-b1105101

New Cooperation with The Jewish Community of the NIG Twente

The European Jewish Association is proud and delighted to welcome another organisation to our growing roster of partners and communities.
We have just concluded and signed a memorandum of understanding with The Jewish Community of the NIG Twente.
We are sure that this cooperation will bring with it beautiful and important accomplishments. We look forward to working for the betterment of Dutch and European Jewry together.

Juan Caldes Addresses NNGG from Partido Popular: Strengthening Bonds through Pro-Jewish Advocacy and Youth Engagement

We’re excited to share that Juan Caldes had the opportunity to address NNGG from the Partido Popular and share insights on the current situation in Israel. Gratitude abounds for their warm invitation and the chance to engage with their youth movement. Heartfelt thanks for the support during these challenging times.

This collaboration exemplifies the vital role of pro-Jewish advocacy in fostering dialogue and understanding. Through advocacy efforts, bridges are built, enabling us to share perspectives and create connections across diverse communities.

Looking forward to continued partnerships that strengthen bonds and promote mutual understanding.

Additional Communities
United State
United Kingdom
Ukraine
Turkey
Schweiz
Switzerland
Sweden
Spain
Slovenia
Slovakia
Serbia