“PER LA MEMORIA DELLA SHOAH NON SI FA ABBASTANZA”: LE PAROLE DI REGINA SUCHOWOLSKI-SLUSZNY

Poco prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, la comunità ebraica in Belgio era composta da circa 75 mila ebrei, divisi tra le città di Anversa e di Bruxelles. Circa il 45% della popolazione ebraica venne deportata e mandata principalmente ad Auschwitz, di questi, solo 1200 fecero ritorno. Un totale di 28.900 ebrei belgi furono uccisi tra il 1942 e il 1945.

Al contrario di altri paesi in Europa, il regime nazista si dovette scontrare con una forte resistenza popolare che impedì la completa applicazione delle politiche antisemite. Questo clima permise ad una complessa rete clandestina di nascondere più di 6mila bambini, dalla tenera età fino ai 15 anni, all’interno di famiglie non ebraiche sparse nel Belgio. Una di queste fu Regina Suchowolski-Sluszny, che ebbe la fortuna di riunirsi alla sua famiglia e di essere accudita da una famiglia che considera tuttora parte della sua.

Da decenni Regina, vicepresidente dell’Associazione dei bambini che furono nascosti in Belgio, nonché presidente del Forum delle organizzazioni ebraiche, si occupa di raccontare nelle scuole la sua storia e quella di suo marito George, che ebbe un’esperienza simile.

Nonostante abbia visitato centinaia di istituti e raccontato la storia a migliaia di ragazzi in tutto il Belgio, per lei raccontare ciò che le è accaduto durante la Shoah e gli orrori di quel periodo sono una missione di vita, che porterà avanti, come dice, “fino a quando il mio corpo glielo permetterà”. Regina ha parlato di fronte a politici e leader del mondo ebraico a Cracovia alla conferenza organizzata dalla European Jewish Association.

Proprio per l’occasione, Regina Suchowolski-Sluszny ha condiviso con Shalom vari temi, tra cui quello di quanta strada ci sia ancora da fare nell’educazione dei ragazzi riguardo la Shoah e nella lotta all’antisemitismo in Belgio.

“Non esiste una vera educazione in materia. Sanno che c’è stata una guerra, ma oltre a quello non sanno altro” ha tuonato la Presidente del Forum delle Organizzazioni Ebraiche parlando delle lacune del sistema educativo in Belgio.

“Qualche mese fa sono andata in una scuola ed ho chiesto alla maestra di cosa avesse parlato ai suoi studenti. – ci ha raccontato Regina –  Lei mi ha risposto che avevano parlato di quell’argomento per un pomeriggio.”

Il problema, secondo Suchowolski-Sluszny, proviene proprio dalla classe docente. “Nonostante sia obbligatorio parlare della Shoah nelle classi, gli insegnanti non sanno cosa sia la Shoah. – ha fatto notare –  Per questo parlare di Hitler e far vedere Schindler’s List ai propri alunni non potrà mai essere abbastanza.”

Dei tanti incontri fatti durante questi anni, due episodi hanno particolarmente colpito la sopravvissuta: il primo ha per protagonista una ragazza, che dopo aver sentito la testimonianza ha capito il vero valore delle cose; mentre il secondo riguarda un ragazzo le cui idee sugli ebrei e su Israele erano state fortemente influenzate dal padre, completamente cambiate dopo aver discusso con lei.

In entrambi i casi la testimonianza ha creato in loro un cortocircuito, “ciò che faccio è fargli porre determinate domande, poi capire ciò che è giusto o sbagliato è un processo che i ragazzi devono fare da soli.”

Mentre per quanto riguarda dell’antisemitismo, in linea con quanto detto dal Rabbino Menachem Margolin nel suo discorso di apertura alla conferenza di Cracovia, in Europa non si sta facendo abbastanza per contrastare il fenomeno.

Molto di quanto detto dai vari governi dei paesi membri dell’Unione Europea e dallo stesso governo belga, secondo lei sono “parole al vento”. Lo stesso fenomeno viene preso sottogamba dalle forze dell’ordine del suo paese, che il più delle volte ignorano le segnalazioni della comunità ebraica, al contrario di quanto avviene per esempio in Italia, lodando il lavoro svolto dal prefetto Lamberto Giannini, vincitore del King David Award dell’EJA.

Un’altra scottante problematica riguarda il BDS, aggiunge Regina Suchowolski-Sluszny, e l’esempio lampante è ciò che sta accadendo nelle università europee. “Succede ad Anversa, a Bruxelles, ovunque. BDS è libero di agire e nessuno fa qualcosa per fermarlo. – sostiene – Chi firma le loro campagne sono soprattutto gli accademici.” Un problema che bisogna risolvere il prima possibile se si vuole dare ai ragazzi una vita universitaria più tranquilla, secondo la Presidente del Forum delle organizzazioni ebraiche.

https://www.shalom.it/blog/orizzonte-europa-bc251/a-per-la-memoria-della-shoah-non-si-fa-abbastanzaa-le-parole-di-regina-suchowolski-sluszny-b1105101

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Chief Rabbi Jacobs- Our New Head of Committe for combatting Antisemitism

We at the EJA are proud to announce that Chief Rabbi Binyomin Jacobs has accepted our invitation to head up our Committee for Combatting Antisemitism.
As Chairman of the Committee, Rabbi Jacobs will be our roving ambassador, working with other local EJA committee co-ordinators across the continent, identifying the local issues and the challenges relating to antisemitism faced by communities and advocating at the highest levels of government, both at a bilateral and EU institutional level, to find solutions and enact changes to safeguard Jewish life and practice in Europe.
The EJA places this fight at the top of our agenda. Such an important issue requires a person who is respected, who has gravitas, and who understands the mechanisms and personalities involved in the political process, as well having a forensic and thorough knowledge of the Jewish issues at hand.
So, when we envisaged the creation of this Committee, the natural and obvious choice was Rabbi Jacobs to Chair it.  We have long admired his skill in advocacy in his native Holland at Eerste and Tweede Kamer’s in the Hague and at local Dutch administrative level.
We are delighted to share this important appointment with you and we look forward to sharing news with you about the Committees actions and outcomes in the near future.

EJA Contributes to Landmark Training on Antisemitism in Sweden

For the first time ever, Sweden’s national team of prosecutors specializing in hate crimes invited external speakers to their training. EJA was represented by our Senior Advisor, David Lega, who joined Professor Christer Mattsson from the Segerstedt Institute to discuss the new forms of antisemitism that Jews in Europe face today. Together, they addressed the growing phenomenon of “Israelized” antisemitism, where hostility toward Israel turns into hatred of Jews.

Helping prosecutors recognize and understand these patterns is essential to ensure that modern antisemitic crimes can be prosecuted, creating much-needed legal precedents for all of Europe. EJA is honored to have been invited, and we hope other countries will follow Sweden’s example.

Meeting with Montenegro Ambassador to the EU, H.E Mr. Bojan Sarkic

Yesterday we at the EJA said au revoir to a dear friend and outstanding ambassador, His Excellency Mr Bojan Sarkic who will shortly be departing his post as Montenegro Ambassador to the EU.
Excellency Sarkic has been an instrumental figure in helping the Jewish community in Montenegro flourish, and has been an invaluable source of counsel, wisdom and help. His efforts culminated in the awarding of the EJA’s prestigious King David Award to President Dukanovic for making Montenegro such a welcoming home for Jews.
Excellency Sarkic has done much to bring the small country to the international stage, and brought a profound respect for the Balkan country through his steady hand, his ability to reach out across any political divide, and his open mind to dialogue.
We will miss him in Brussels but are certain that his legacy here, and the high regard in which His Excellency is held will propel him forwards to meet new challenges, opportunities and heights.
From all of us at the EJA. Thank you Mr Ambassador!

Briefing by Ruth Wasserman Lande on "Israel and the Arab Nations Post October 7th"

Our esteemed colleague, Ruth Wasserman Lande, a Research Fellow and Expert on Middle Eastern Affairs, former Deputy Ambassador, and Knesset Member, delivered a crucial briefing in our office today. The topic? “Israel and the Arab Nations post October 7th”. This is a matter of urgent importance, with significant implications for regional stability and international relations.

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